Etichettato: Etica

Amore e Arte

Considerazioni apodittiche su due concetti troppo spesso malintesi

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Questo articolo esaminerà le affinità fra l’Amore e l’Arte.
La prima e più evidente affinità fra questi due termini sono le lettere iniziali e finali (“A” ed “E”), ma indulgere su questa similitudine ci porterebbe inevitabilmente a considerare l’aggettivo: anale, deviando non poco dal percorso logico che desidero intraprendere, quindi la tralasceremo.
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Conseguenze dell'accanimento terapeutico

(che la Chiesa Cattolica forse non ha considerato)

Erano le ultime ore del giorno di Parascève e tutti si stavano preparando allo Shabbat, quando al Gòlgota arrivò un drappello di soldati romani. Il loro capo andò dal centurione che comandava la guardia e disse:
− Siamo venuti a spezzare le gambe ai condannati. I Giudei non li vogliono qui, domani: è una festa importante, per loro.
Il centurione scosse il capo:
− Non è possibile: la legge impone di lasciarli esposti anche dopo la morte, come esempio.
Il capo del drappello, un giovane romano dalle movenze effeminate, ma sprezzante nei modi, gli rise in faccia. Fu una risata singola e breve: tanto breve che suonò come uno schiaffo, e sul centurione sembrò avere il medesimo effetto. Per un attimo sembrò sul punto di aggredire il giovane, ma si trattenne. Era come se qualcosa lo intimorisse; credo dipendesse dal fatto che il centurione non era romano. Il giovane si girò, incurante, e camminò verso le tre croci.

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Non è un Paese per onesti

Un commento a caldo sugli esiti delle elezioni del Febbraio 2013

Viviamo in tempi memorabili.
La mia generazione, in un lasso di tempo tutto sommato ristretto, ha visto: lo sbarco sulla Luna, il crollo del muro di Berlino, l’Europa unita, un nuovo millennio e un Papa dimissionario. Inoltre, dopo l’esito delle prime elezioni invernali di questa repubblica (minuscolo intenzionale), abbiamo visto cadere anche l’ultima Grande Illusione Politica di questo trentennio, scoprendo che il problema dell’Italia non è Silvio Berlusconi, ma la massa di mal-fattori e di mal-pensanti che lo votano.

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Vice-Valori

Mal-fattori antichi e moderni

Chiunque abbia letto qualche libro di storia sa bene che le peggiori manifestazioni dell’animo umano – furti, violenza, sopraffazione, egoismo e così via – non sono appannaggio esclusivo di questo periodo storico, ma erano presenti, faccio per dire, anche nel Giappone dell’era Meiji, nella Francia del 1200 o nella Roma papalina del diciassettesimo secolo. Questo innegabile dato di fatto può spingerci a credere che determinati atteggiamenti deteriori non siano nulla di nuovo e che l’unica differenza fra i malandrini del passato e quelli del terzo millennio sia la foggia degli abiti indossati, ma non è così.

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I dieci Comandamenti

Una lettura laica delle Leggi mosaiche

Devo deludere tutti i cinefili: questo articolo non parlerà dei film di Cecil B. De Mille, ma delle Leggi che Mosè disse di aver ricevuto da Dio sul monte Sinai.
Per quelli che sono i miei scópi, è del tutto indifferente se i Comandamenti siano opera di Dio, di Mosè o di un alieno appena sceso da un’astronave, come lascerebbe supporre la descrizione dell’evento riportata nel libro dell’Esodo; ciò che vorrei capire davvero è se queste leggi possano avere un loro valore intrinseco, del tutto indipendente dalle convinzioni religiose dei singoli e, se osservate, possano in qualche modo migliorare la nostra vita e quella delle persone con cui veniamo in contatto.

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Religiosa Intolleranza

Che è cosa ben differente da: “intolleranza religiosa”..

Di questi tempi, va di moda il grigio.
Finita l’era dei Grandi Contrasti Dottrinali (cattolici contro comunisti, Russi contro Americani, Beatles contro Rolling Stones), l’onda lunga dell’ideologia si è infranta sulle scogliere della New Economy e il suo riflusso non riesce a generare che piccole diatribe, indegne perfino di una riunione di condominio.
Se il Settecento è stato “il secolo dei lumi”, questo passerà alla storia come “il secolo dei ludi”: l’uomo del terzo millennio ha scoperto che un giorno potrebbe sentir bussare alla porta del proprio ufficio e, andando ad aprire, trovarsi di fronte un 737 della American Airlines.
Stando così le cose, l’uomo del terzo millennio ha deciso di divertirsi finché può e non si cura d’altro. A parte lo sciovinismo calcistico, l’unico contrasto ideologico che lo interessa è: Meglio iPhone o Samsung?
I politici, che sono sempre attenti alle abitudini della selvaggina, se ne sono accorti e si è aperta la caccia al Moderato.
O al Qualunquista, che è anche più facile da cucinare.

Questo desiderio di eliminare le dissonanze, di rendere la vita piatta e indifferente come la musica negli ascensori, mi disgusta profondamente.
Io credo che la vita sia fatta di contrasti: caldo/freddo, luce/buio, bianco/nero. Tiepido, penombra e grigio sono solo stati transitorî, e durano quanto un’aurora; se qualcuno li scambia per la normalità o è in errore o è in malafede.

Con questo non voglio incitarvi all’estremismo, ma solo all’attenzione.
Osservate il mondo con i vostri occhi, non accontentatevi del Bignami viziato che vi offrono i mezzi di comunicazione.
Se è vero che due più due fa quattro, è altrettanto vero che, invertendo i termini, quattro può essere il prodotto di una serie in[de]finita di operazioni matematiche, dal semplice uno più uno più uno più uno a radice cubica di sessantaquattro.
Non date niente per scontato, nemmeno le singole parole.
Le parole sono importanti, ma anche l’ordine in cui le si scrivono ha la sua rilevanza.
Una cosa è l’intolleranza religiosa; ben altro è la religiosa intolleranza di chi vorrebbe che le cose andassero in modo diverso da come vanno.
C’è chi sopporta, chi si estranea e chi, pigoristicamente, si adatta.
Noi, no e, speriamo, nemmeno voi.

Se poi volete essere moderati, siàtelo pure.
Ma con moderazione.

A presto.

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