Etichettato: Lazzi

Il Fatto della Settimana

Sesta puntata: Viola Buongusto

SIGLA INIZIALE

Buongiorno a tutti, per la rubrica: Il Fatto della Settimana, incontriamo oggi la signora..

Viola..

Vuole dirci anche il suo cognome?

Buongusto.

Viola Buongusto?

Non sono parente di Fred, però.

Ha fatto bene a precisarlo.

Eh sì, perché quando dico che mi chiamo Viola Buongusto, tutti mi guardano strano perché dentro di loro si chiedono: Ma questa, sarà parente di Fred? Allora io lo dico subito, quando la gente mi guarda strano, così non restano col dubbio.

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Il Fatto della Settimana

Quinta puntata: Il Ritrattista

SIGLA INIZIALE

Buongiorno a tutti, per la rubrica:Il fatto della settimana, incontriamo oggi il signor..

Paolo Uccello.

Cioè, lei si chiama come il famoso pittore del Rinascimento?

Sì. O meglio: no.

Temo di non capire.

Paolo Uccello non si chiamava Paolo Uccello; era un soprannome. Lui si chiamava Paolo di Dono. Io invece mi chiamo proprio “Paolo” di nome e “Uccello” di cognome.

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Il Fatto della Settimana

Terza puntata: l’imprenditore

SIGLA INIZIALE

Buongiorno a tutti, per la rubrica: Il fatto della settimana, incontriamo oggi il signor..

Enrico Mincio..

Cosa?

Cosa che?

Ha detto che ricomincia: cosa?

No, è il nome: mi chiamo Enrico, Mincio. Enrico di nome, Mincio di cognome.

Ah, capisco: mi scusi.

Figùrati: non sei mica il primo che si sbaglia. Di solito, mi chiamano tutti Rico.

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Una strana partita di Poker

Gioco di parole e d’azzardo

L’unica luce, nella sala, era la lampada sopra il tavolo verde.
L’aria era resa acre dal fumo di innumerevoli sigarette.

– Puntate, disse il comandante del plotone di esecuzione.
Dopo che tutti ebbero puntato, l’agente del controspionaggio disse alla spia:
– Dài le carte.
La spia, diede le carte.
– Non apro, disse la vecchietta diffidente.
– Chip, disse l’ornitologo.
– Ci sto, disse la sgualdrina.
– Io no, disse la donna di saldi principii.
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Del modo corretto di chiedere un caffè

Come difendersi da un barista filologo

da una fisima di Marzia Turcato

Gabriele non è un cattivo ragazzo: è solo sottoccupato.
Un paio d’anni fa si è laureato in Lettere con una tesi dal titolo: “Elementi attuali nell’opera filologica di Costantino Arlìa” (dice: Come fai, a saperlo? Non lo sapevo: gliel’ho chiesto questa mattina, quando l’ho visto) che gli è valsa financo la lode, ma, per vivere, fa il barista alla tavola calda sotto il mio ufficio.
Quando non è nervoso è una bravissima persona: gentile, educata e disponibile, ma se qualcosa lo innervosisce diventa intrattabile e, quel che è peggio, l’insoddisfazione che ristagna nel suo animo lo rende indisponente.

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Penetrazione

Un approccio nuovo alla sicurezza applicativa

“Un maschio, invece, non copula mai abbastanza
con un numero sufficiente di femmine diverse: per
un maschio, la parola eccesso non ha significato.”
R. Dawkins, Il Gene Egoista

English [per]version

Vi siete mai chiesti a cosa serva l’imene? L’evoluzione ha dotato le femmine di forme e ghiandole atte ad attirare il maschio, di aree fittamente innervate per rendere piacevole e desiderabile il rapporto sessuale, ma, allo stesso tempo, ha frapposto un ostacolo doloroso fra quel desiderio e la sua (prima) soddisfazione. Perché?
Se fate il mio stesso mestiere e non vi siete mai posti il problema, vergognatevi di voi stessi: in quanto esperti di sicurezza, dovreste interessarvi a tutto ciò che impedisce la penetrazione in un apparato; se al contrario, questa apparente contraddizione ha incuriosito anche voi, sappiate che una risposta c’è, e che è perfettamente coerente con i principî evoluzionistici.

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