Soddisfaziosi

Dialogo sulle aspettative e sul loro appagamento

aglietto
– Com’è andata, Sabato sera a Gaeta?
– Alla grande! sono molto soddisfatto.
– Ma va’? Mi fa piacere, cos’è successo?
– Guarda: ero uscito così, solo per bere una cosa; non avevo assolutamente intenti predatorii.
– Sì, vabbe’..
– No, davvero: mi ero giusto fatto la doccia perché ero stato tutto il giorno in barca a lavorare. Ho preso la bicicletta e sono andato a Radio Bottega.
– A che ora?
– Presto, verso le dieci e mezza; c’era ancora poca gente.
– Topa?
– Poca. Un paio di coppie e un tavolo di proto-saffiche.
– Le dieci e mezza è troppo presto.
– Infatti, ma a me andava bene così: volevo solo bere un gin-tonic e andarmene a letto.
– OK. E poi? Leggi tutto

Montare le giostre

Ricordi dell’epoca d’oro delle Partecipazioni Statali

Giostra

Per Andrea ML

Tanti anni fa, prima che il vento di Mani Pulite spazzasse via una vecchia classe politica corrotta per sostituirla con una nuova classe politica altrettanto corrotta, ma cialtrona, io ero impiegato come disegnatore in una società del gruppo IRI-Italstat.
Nella grande stanza dove lavoravo, all’ottavo piano del palazzo che ospitava gli uffici della nostra società (un gioco di parole fra: l’ottavo piano e: lottavo piano mi regalò il primo e inarrivabile esemplare della mia collezione di femmine psicotiche), c’erano altre quattro persone.
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The Square

Recensione a rischio


Scrivere una recensione di The Square espone al rischio di comportarsi come un personaggio di The Square, quindi dovrò fare molta attenzione a cosa scriverò e come. Leggi tutto

Anche Paperina accusa Weinstein di molestie

Nuove accuse per Harvey Weinstein

Weinstein vs. Duck
L’attrice Daisy Duck, nota in Italia con il nome di Paperina, ha rivelato alla BBC di aver subito molestie dal produttore Harvey Weinstein.
L’episodio a cui l’attrice ha fatto riferimento è la sua partecipazione al film del 1988: Chi ha incastrato Roger Rabbit?. Leggi tutto

Magnolia

Una favola botanica

A Flaminia, la strada giusta da percorrere.

Tanti anni fa, su un’isola in mezzo al mare (ce ne sono, di altro tipo?), prosperava il regno di Magnolia, chiamato così in onore della pianta che, con i suoi frutti e la sua ombra, aveva salvato la vita al fondatore del regno, Fittone I, approdato fortunosamente alle coste dell’isola dopo che la nave su cui viaggiava aveva fatto naufragio. Se vi state chiedendo come sia possibile che un naufrago possa sopravvivere grazie ai frutti di una magnolia, sappiate che la risposta è molto semplice: Fittone I non capiva un’acca di botanica e quello che lui aveva scambiato per una magnolia era in realtà un carrubo. Leggi tutto

(let me be) The Aranzulla of your heart

Ballata romantica per esperti di informatica

Salvatore Aranzulla
If your disk is full
And you can’t bootstrap
If your system froze
And it wan’t wake up
If your firewall keeps deny
All the traffic in and out
If the gateway of your feelings
Has a different network mask
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L'abito di De Sica

Ciò che mi ha raccontato mia madre del 25 Aprile.

Vittorio De Sica
Il padre di mia mamma era un avvocato.
Nel 1942 decise che Potenza era un mare troppo piccolo per un pesce grosso come lui e decise di trasferirsi a Roma con tutta la famiglia.
La storia gli ha dato ragione, ma sul momento fu una scelta molto coraggiosa, perché mentre a Potenza il rischio peggiore che si potesse correre era che un cliente pagasse in pollame perché non aveva denaro, a Roma c’erano i bombardamenti, i razionamenti e soprattutto c’erano i Tedeschi.
Dopo il 25 Aprile le truppe tedesche lasciarono la città, marciando in colonna lungo Viale Parioli.
Mia madre e mio zio, bambini, li osservarono sfilare per tutta la notte sotto le loro finestre e il mattino dopo si presentò a casa loro il barbiere di Potenza: voleva disertare e aveva bisogno di abiti civili, così mio nonno gli diede uno dei suoi.
L’uomo ringraziò e andò via, ma qualche giorno dopo ritornò in compagnia del suo Tenente e chiese a nonno se poteva trovare un abito anche per lui. Nonno l’avrebbe fatto volentieri, ma mentre lui e il barbiere avevano la stessa corporatura “lucana”, il Tenente era un uomo alto e robusto, a cui gli abiti di mio nonno sarebbero andati troppo piccoli. Fortunatamente, però, al primo piano del palazzo abitava la sorella di Vittorio De Sica, così mio nonno andò da lei e le chiese se il fratello, che aveva pressappoco la stessa corporatura del Tenente, potesse dargli un suo vestito per scappare. Poteva.
La casa di mio nonno era a Piazza Santiago del Cile, poco distante dalla casa di De Sica, che si trovava a via Barnaba Oriani, ma per gli uomini non era prudente uscire di casa per il rischio dei rastrellamenti, così mandarono mia madre, che all’epoca aveva quindici anni.
Quando arrivò a casa De Sica, le aprì la porta un domestico in livrea che l’accompagnò nel guardaroba e le consegno un bellissimo abito Principe di Galles, grazie al quale il Tenente poté lasciare Roma, raggiungere le truppe alleate e mettersi in salvo.
 
Questo è ciò che mi ha raccontato mia madre quando le ho chiesto di parlarmi del 25 Aprile.