Farla fuori dal vaso

Vetero-femminismo e verità

Il sito della rivista Wired ha recentemente pubblicato un articolo della giornalista e video-maker Michela Dell’Amico dal titolo: “L’addomesticamento del maschio e i suoi gadget”. Gliene sono grato, perché mi ha riportato indietro agli anni della mia giovinezza, alla fine degli anni ’70, quando le pagine dei giornali e delle riviste erano prodighe di sciocco sciovinismo femminista.

Intendiamoci: conosco molto bene l’importanza di un titolo aggressivo per la diffusione di un articolo – non a caso “Le femminelle con il buco stretto”, è di gran lunga l’articolo più letto del mio blog velistico -, ma se l’aggressività, dal titolo, gronda poi sul testo come il grasso dal Kebab, è lecito pensare che rifletta in qualche modo l’atteggiamento mentale di chi scrive.
Nel suo articolo, la giornalista e video-maker Michela Dell’Amico prende spunto dalla sentenza di un tribunale tedesco per stigmatizzare l’abitudine maschile di orinare in piedi:

Un tale è stato citato in giudizio dal suo padrone di casa per i danni causati al pavimento del bagno, a causa dell’abitudine di urinare in piedi. Le ripetute macchie avrebbero eroso il marmo creando un danno di 2mila euro, ma il giudice ha detto che no, l’uomo non era tenuto a pagare.

Il problema, qui, come si può ben intuire, non è il fatto che l’inquilino pisciasse in piedi, ma che pisciasse fuori, sul pavimento e che lo facesse abitualmente. Quest’ultima è indubbiamente una pratica incivile e, a mio modo di vedere, il giudice ha fatto male a non punire l’inquilino, ma da qui a dire che chiunque faccia pipì in piedi sia un troglodita, ce ne passa. Sfortunatamente, però, la giornalista e video-maker Michela Dell’Amico sembra ignorare questa evidente verità e si accanisce non già sull’abitudine di pisciare fuori, ma su quella di pisciare in piedi, corroborando le sue tesi con aneddoti e notizie legati alla sua esperienza di vita berlinese:

Ho vissuto a lungo a Berlino e parlo per esperienza: i bagni delle case private fioriscono di cartelli e frasi che rendono chiaro, spesso col sorriso, come e perché è buona pratica farla seduti, mentre i bagni pubblici pretendono almeno uno sforzo di mira da entrambi i sessi.

Io non ho vissuto a Berlino, quindi non posso parlare per esperienza, ma immagino che in un Paese in cui il consumo di birra pro capite sia il triplo del nostro (106 litri/anno contro i nostri 30 – dati riferiti al 2012) l’accuratezza della mira al momento della minzione possa essere un fattore determinante per l’igiene casalinga. Non capisco però perché questo debba essere proposto come un problema legato alla posizione visto che le cause reali sono la scarsa educazione e un atteggiamento medievale nei confronti dell’igiene.
Cartello
La giornalista e video-maker Michela Dell’Amico si chiede perché agli uomini piaccia tanto farla in piedi; io mi chiedo piuttosto perché a lei dia tanto fastidio. Perché dovremmo perdere tempo ad abbassarci i pantaloni facendoli strusciare sul pavimento (magari sporco) e a sederci su una tazza (magari sporca) se possiamo evitarlo? Come dimostra il cartello qui sopra, anche a noi Italiani capita qualche volta di mancare la mira, ma, quando ciò avviene, basta un foglio di carta igienica per riparare all’errore.
È possibile che ciò che desidera l’autrice non sia un bagno più pulito, ma una qualche rivincita nei confronti di può scrivere il suo nome sulla neve? Leggiamo cosa scrive:

Musica per le mie orecchie e vittoria per la civiltà e l’educazione: un giudice maschio tratta i maschi che indulgono in questa pratica come primitivi.
(…)
Uno psicologo direbbe che la cultura della modestia femminile l’ha portata ad accucciarsi tra i cespugli, mentre la cultura dell’autostima maschile li ha spinti ad ergersi fieri contro il vento. Lo credo anch’io e vorrei aggiungere che non è sempre stato così, e che non dipende dalla comodità.
(…)
Anche Erodoto, nel raccontare i costumi dei popoli egiziani, spiegava che là le donne la facevano in piedi, e gli uomini accucciati, in quei tempi antichi in cui alle femmine erano aperte tutte le professioni e la loro libertà di movimento era piena e reale.

Uno psicologo, direbbe che da queste frasi traspare una certa animosità nei confronti dei maschi? Decidete voi, perché io adesso devo lasciarvi: da quando ho cominciato a scrivere questo articolo ho bevuto tre tazze di tè verde e devo andare a fare pipì.
Nel lavandino, così non corro il rischio di sporcare per terra.

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