Il Fatto della Settimana

Quarta puntata: Eva Naisdei

SIGLA INIZIALE

Buongiorno a tutti, per la rubrica: Il fatto della settimana, incontriamo oggi la signora..

Eh, non lo so. Chi incontriamo?

Ma lei, no?

Lei chi?

Lei.. lei.

Ma lei chi? Ci siamo solo io e te, qui.

Lei.. tu.

Ah, io! E perché?

Perché è stata eletta Fatto della Settimana. Nel suo caso sarebbe: “fatta”, ma tant’è.

E chi mi ha eletta?

La nostra redazione.

E devo pagare?

Ma certo che no!

Allora mi pagate voi?

No, neanche questo.

E allora che ci sono venuta a fare, qui?

A parlarci di lei, della sua storia.

E che vi devo dire?

Non so. La inorgoglisce, il fatto di essere stata eletta Fatto della Settimana?

Io ‘sta parola non la conosco..

Quale?

Quella.. Ingo.. Ingorgoglisce.

InOrgoglisce?

Eh! che vuol dire?

Inorgoglirsi.. è come.. compiacersi.

Questa la sapevo, ma me la sono scordata, me lo puoi chiedere con parole mie?

Le fa piacere?

E che ne so? Ho vinto qualcosa? una macchina, uno smarfon..

No, gliel’ho detto: la nomina non comporta un conquibus.

Meglio, perché a me gli animali esotici non mi piacciono: c’hanno bisogno di troppe cure.

Comunque, se le fa piacere, posso farle io delle domande.

Ecco, sì: fammi tu delle domande, che io ti rispondo.

Va bene: vogliamo cominciare col suo nome?

A fare che?

A dircelo: come si chiama?

Ah, sì, scusa. Mi chiamo Eva, come quella di Adamo ed Eva.

E di cognome?

Naisdei.

Cioè, lei si chiama Eva Naisdei?

Aho, non ti si può nascondere niente, eh? Te l’ho appena detto..

Ma è di origini anglosassoni?

Io ‘sta parola non la conosco.

I suoi genitori, sono anglofoni?

Oh, senti: io me ne vado; non ti capisco..

Ma no, resti; mi scusi. Le ho chiesto se i suoi genitori erano inglesi o americani.

Sicuro? A me, “anglofobi” non mi sembra una bella cosa..

Anglofoni; vuol dire che parlavano Inglese.

Ah, vabbe’. Fammici pensare.. No. Mia madre no, sicuro; mio padre non è che parlasse molto, ma mi sembra che parlasse in Italiano pure lui.

Capisco. Senta, vuole parlarci del suo rapporto con la droga?

Ah, guarda: io con la droga.. Basta.

Cosa vuol dire, che si sta disintossicando?

No: basta che non costa troppo, mi faccio di tutto. Il problema però sono i soldi. C’è crisi.

Sì, ce n’eravamo accorti, purtroppo.

Anche nel mio settore, prima giravano più soldi, ma adesso..

E qual’è il suo settore?

Complimenti d’arredo.

Vorrà dire: “complementi”..

No, no: proprio complimenti. Sai quando qualcuno ti dice: Ammazza che bella ‘sta cosa che c’hai..

Sì, so cosa sono i complimenti, ma che c’entra con l’arredamento?

C’entra, perché la gente, siccome c’è crisi e girano pochi soldi, si compra mobili da poco, che ce l’hanno tutti.

E allora?

E allora, quando invita qualcuno a casa, magari si vergogna a fargli vedere che c’ha dei mobili da poco e così chiama noi.

E voi cosa fate?

Andiamo a casa di questa persona e, davanti agli ospiti, gli facciamo un sacco di complimenti per come ha arredato la casa: Ammazza che bello questo divano.. Ma che bella questa libreria.. Che meraviglia questo tappeto, chissà quanto ti sarà costato.. E invece è roba di quella che vendono in televisione..

Capisco. E voi cosa ottenete in cambio?

La cena, no? Quando va bene anche l’aperitivo, ma è raro.

Immagino.

Una volta ci pagavano pure, ma adesso è già tanto se c’è il dolce.

C’è crisi.

Infatti. Abbiamo anche dovuto mandare via uno dei soci.

Perché, in quanti siete a fare questa cosa?

Prima eravamo in tre, adesso in due.

Addirittura in tre?

E certo, no? Se ci sono solo io a fare i complimenti, gli altri ospiti pensano: Vabbe’, questa è scema, oppure non capisce niente di arredamento, ma se sei in due o meglio ancora in tre, gli altri alla fine si convincono.

Tale è il potere della suggestione?

Me lo stai facendo apposta?

Cosa?

A parlare strano.

Ma no, mi scusi è che ogni tanto mi scappa qualche termine desueto.

Lo vedi? Ma come parli?

Il problema è: “Desueto”?

È Desueto sì: “scappa”, lo conosco..

Desueto vuol dire: Strano, Anomalo.

E allora perché non dici Strano, o Anomalo?

Ha ragione. Senta, ci stava dicendo che le persone alla fine si convincono che i mobili sono davvero belli.

E perché ti stupisci? La gente mica lo sa, quello che è bello: si fida di quello che dicono i giornali, la televisione o le altre persone.

Lei dice?

Ma l’hai visto, come si vestono?

E quindi, se sente dire che un mobile è bello..

Se lo sente una volta sola, no, ma già se glielo dicono due persone, comincia a cederci. Pensa alle classifiche dei film, o dei libri.

È stupefacente..

Questa la conosco.

Cosa?

Stupefacente.

Non ne dubito.

E comunque, se non mi credi, posso farti leggere la mia tesi di Laurea.

Prego?

“Componenti statistiche della concezione estetica contemporanea”, parla proprio di questo.

Lei è laureata?

Perché, non l’avevi capito?

E in cosa?

Filosofia con indirizzo estetico.

Ma davvero, mi dice?

Ti spiego: io volevo fare l’estetista. Ho visto che c’era questa Laurea a indirizzo estetico e mi sono iscritta perché pensavo che un’estetista laureata poteva trovare lavoro più facilmente di una che c’aveva solo il diploma. Quando ho capito che si trattava di un’altra cosa, avevo già dato quasi tutti gli esami e a quel punto tanto valeva finire.

Quindi lei è una dottoressa in Filosofia.

Pensavo che l’avevi capito, dal mestiere che faccio.

Ma allora, come mai non conosce parole come: Inorgoglirsi, Anglofoni o Desueto?

Aho, io all’Università ci sono andata per prendermi una Laurea, mica per farmi una cultura!

Capisco. Purtroppo il tempo a nostra disposizione è finito. La ringrazio per la sua disponibilità e la saluto.

Grazie a voi. E se devi fare una cena e ti serve qualcuno che parla bene dei tuoi mobili, chiamami, eh?

Lo farò certamente, dottoressa.

SIGLA DI CHIUSURA

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