Il Fatto della Settimana

Quinta puntata: Il Ritrattista

SIGLA INIZIALE

Buongiorno a tutti, per la rubrica:Il fatto della settimana, incontriamo oggi il signor..

Paolo Uccello.

Cioè, lei si chiama come il famoso pittore del Rinascimento?

Sì. O meglio: no.

Temo di non capire.

Paolo Uccello non si chiamava Paolo Uccello; era un soprannome. Lui si chiamava Paolo di Dono. Io invece mi chiamo proprio “Paolo” di nome e “Uccello” di cognome.

Capisco. È un’omonimia piuttosto curiosa.

In che senso?

Be’, trovo curioso che suo padre, quando lei è nato, abbia deciso di chiamarla proprio Paolo.

Ha dovuto: era il nome di mio nonno, che morì poco prima che io nascessi. Mia mamma ci teneva molto.

Quindi sua madre le ha dato il nome di suo padre..

No di mio nonno. Mio padre si chiamava Felice.

Suo padre si chiamava Felice Uccello?

Sì, come suo nonno.

Mentre il padre di sua madre si chiamava Paolo.

No. Il padre di mia madre si chiamava Quinto.

Mi scusi, ma lei ha detto di chiamarsi Paolo perché era il nome di suo nonno e che sua madre ci teneva tanto.

Infatti. Ma intendevo dire mio nonno paterno.

E perché sua madre ci teneva così tanto, che lei avesse il nome del padre di suo padre?

Assolutamente no: mia madre non voleva che mi chiamassi come suo nonno Pio, diceva che sarebbe stato sconveniente. Per quello voleva che mi chiamassi come mio nonno paterno Paolo.

Temo di essermi perduto.

Ma no, è facile. Allora: io mi chiamo Paolo Uccello. Mio padre si chiamava Felice Uccello, mentre mia madre si chiamava Pia Miglio.

Cioè, Pia Miglio in Uccello.

Lo vede, che è facile? Il padre di mio padre si chiamava Paolo Uccello, come me, mentre mia nonna materna si chiamava Filippa, ma in famiglia la chiamavamo tutti: “Pippa”.

Ho paura a chiederle il cognome di sua nonna.

Cocco. È un’antica famiglia del Sassarese.

Pippa Cocco?

Da signorina, poi è diventata Pippa Uccello. Mio nonno materno, invece, si chiamava Quinto Miglio e suo padre, mio bisnonno, si chiamava Pio. Ma mia madre, che si chiamava come suo nonno, non voleva che io mi chiamassi Pio Uccello perché temeva che a scuola mi potessero prendere in giro. Non mi sembra che ci sia nulla di strano, no?

Bene: l’araldica della sua famiglia è affascinante, ma adesso veniamo a lei. Di cosa si occupa?

Io sono un ritrattista.

Ah! quindi lei è un artista, come il suo omonimo.

No: mio nonno Paolo faceva il calzolaio e anche mio padre.

No, io intendevo dire Paolo Di Dono.

Paolo di Dono sono io. O meglio: è il mio pseudonimo, il mio nome d’arte.

Aspetti, mi scusi: lei si chiama Paolo Uccello e ha scelto come pseudonimo Paolo di Dono?

E certo! Mica potevo usare il mio vero nome, la gente avrebbe fatto confusione, no?

E così, invece, il pericolo è scongiurato..

Be’, un certo margine di rischio c’è sempre, ma solo con chi ha studiato storia dell’Arte e comunque, quelli lo sanno, che non possiamo essere la stessa persona, perché se fossi il vero Paolo Di Dono avrei più di cinquecento anni.

Una logica ineccepibile.

Infatti. Senta, lei è di Roma?

Io sì.

Gliela posso fare una domanda?

Prego..

Lei sa che all’EUR ci sono sia via del Caravaggio che via Paolo Di Dono..

Sì, certo.

E non le sembra strano?

Cosa?

Che per Caravaggio abbiano usato il soprannome mentre per Paolo Uccello abbiano usato il nome anagrafico. O usi sempre il nome anagrafico o usi sempre il nome d’arte, non le pare?

Non so cosa dirle. Possiamo tornare a lei?

Sì, certamente, mi scusi. È che io sono fatto così: tendo a divagare. Cosa vuole sapere?

Mi stava dicendo che lei è un artista..

Quando?

Poco fa.

Non mi pare.

Mi ha detto che fa il ritrattista, al che io le ho chiesto: “Come il suo omonimo?”

Aaah! Adesso capisco. Ma c’è stato un malinteso.

In che senso?

Io non sono un artista.

Perché, lei crede che, fare ritratti non sia arte?

Ma io non faccio ritratti. Non so nemmeno disegnare, figuriamoci dipingere..

E allora perché mi ha detto che è un ritrattista?

Perché è così, ma non nel senso artistico del termine. Io sono un ritrattista nel senso che “ritratto”. Verbo, non sostantivo.

E che vuol dire che ritratta?

Che faccio delle affermazioni e poi le nego.

Mi sta prendendo in giro?

Assolutamente no, e glielo posso dimostrare: ritratto tutto ciò che ho detto finora.

In che senso, ritratta? Lei non si chiama Paolo Uccello?

Che assurdità! Non ho mai detto nulla di simile.

Ma mi scusi, me lo ha detto pochi minuti fa..

Mi sono confuso con un altro. Non è quello che intendevo dire. Io mi chiamo Neri.

Quindi, tutta la storia di suo padre, di suo nonno e di suo bisnonno..

Ritratto tutto. Mio padre si chiama Yari, come il padre di mia nonna, che è di origini Russe.

E sua madre? Non si chiama Pia?

Mi sono sbagliato, ritratto: si chiama Azzurra.

Ritratta anche il cognome Uccello?

Certamente: il mio cognome è Sponda.

Neri Sponda, figlio di Yari Sponda?

Precisamente. E ritratto anche il cognome di mia madre, che in realtà è Acqua.

Azzurra Acqua in Sponda. E pretende che io le creda?

La sua perplessità è perfettamente giustificata: in effetti mi sono sbagliato, non ci chiamiamo così.

Per favore, me lo portate via, questo?

Ma no, non si arrabbi, guardi: ritratto ciò che ho detto, mi chiamo davvero Paolo Uccello..

Via, per favore. Buttatelo in un cassonetto.

SIGLA DI CHIUSURA

Condividi:

Inserisca un commento