Note su note note

Sul mio computer ci sono decine di canzoni. Molte non le ho mai ascoltate; qualcun’altra l’ho ascoltata solo una volta; alcune le ho ascoltate più volte. Altre ancora..

Trouble me – 10.000 Maniacs

I primi tempi. Sto stirando le mie camicie e intanto penso.

Trouble me
On the day when you feel spent
Why leave your shoulders bent underneath this burden
When my back is sturdy and strong?

Peccato che la mia schiena fosse tutt’altro che robusta e forte, all’epoca.

In your eyes – Peter Gabriel

Sto guidando verso Roma. Ho già sentito questa canzone quando ero sulla Cassia:

All my instincts, they return.
And the grand facade, so soon will burn

Ripensare a Wayne è stato inevitabile, ma mi ha fatto venire un’idea per un racconto che parla di teletrasporto. Mentre sono fermo al semaforo di viale Oceano Pacifico, Peter Gabriel canta:

I come to you,
Defenses down

Penso che è quello che voglio fare con te.

Luce (tramonti a nord-est) – Elisa

Sta arrivando la primavera. Siamo sull’Aurelia, poco dopo piazza Irnerio.
Il traffico torna verso casa dopo una giornata di lavoro, noi no.
Metti il CD di Elisa, ci sembra che si inceppi, ma è la canzone che è così.

Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato?
Dimmi

Più tardi, poco prima di uscire dall’Aurelia, io penso una cosa sulla luce dei fari che non so se ti ho mai detto.

Waters of March – Cassandra Wilson

L’inverno è finito. Siamo sulla spiaggia di Maccarese.
La coppia bambino-padre sta facendo del suo meglio per rendersi molesta, ma noi ce ne impipiamo; siamo stesi al sole, e ascoltiamo la musica, un auricolare ciascuno.
Io cerco di farti la traduzione simultanea del testo.

And the river bank talks
Of the waters of March
iI’s the promise of life
iI’s the joy in your heart

Poco prima, tu hai fatto una cosa che a me piace tantissimo.

Skater boy – Avril Lavigne

Estate, siamo sulla Cassia. Ti ho appena fatto sentire: Quando i romani fanno: Aho!; inaspettatamente, hai riso. Curvo a sinistra, imbocco la strada per Monte Romano.

We are more than just good friends
And this is how the story ends

Breaking Us in Two – Joe Jackson

Brutta, questa! Sono da solo e sto guidando.
Fa caldo, ma è l’ultimo dei miei problemi.
Me lo faccio apposta, metto una canzone che dice:

You don’t do the things that I do
You wanna do things I cant do
Always something breaking us in two

C’è qualcosa, molto importante, che ancora non ho capito.

First We Take Manhattan – Jennifer Warnes

Autunno sulla spiaggia, dopo un pranzo con i tuoi amici israeliani.
Ti ho fatto sentire la canzone e tu l’hai cantata come cantano i bambini.

I’d really like to live beside you, baby
I love your body and your spirit and your clothes

È un ricordo vago, ma bello. Farebbe felice Calvino.

Small town Boy – Bronsky Beat

Inverno. Sto aspettandoti alla stazione della metropolitana.
Ho la felpa con il cappuccio sotto al giubbetto da vela.
Fa freddo, piove.

Alone on the platform
The wind and the rain
On your sad face

Poi arriva il tuo treno, tu esci e mi abbracci e quel posto orrendo diventa improvvisamente l’unico luogo al mondo dove vorrei essere.

Rocketman – Elton John

Primavera. Siamo su una strada dalle parti di Orvieto.
Abbiamo fatto da poco gasolio, ma non mi ricordo dove stiamo andando.
Cantiamo, comunque.

And I think it’s gonna be a long long time
Till touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home
Oh no no no I’m a rocket man

5 o’ clock in the morning – Village People

Mi sono svegliato all’alba perché devo partire per la Norvegia.
Trascino il mio trolley lungo un viale deserto.
Non sento la musica, ma penso alle parole della canzone.

And now I’m feeling such a fool
Because I broke the golden rule
And I’ve hurt the one who loves me

Sto piuttosto male e pensare che l’argomento del testo è un amore fra omosessuali non cambia molto le cose.

Allergic To Love – Carl Perkins

Questa canzone non la voglio più sentire.
Siamo sull’autostrada, tu stai dormendo o forse fai solo finta di dormire perché non mi vuoi parlare.
Sono rabbioso e stanco e avvilito e preoccupato; questo tuo stare sempre male mi spaventa.
Cerco cause esterne, senza pensare che.
Ho comprato un CD di Carl Perkins all’Autogrill; c’è una canzone che fa:

It’s all right, mama
You’re just allergic to love

Mi convinco che sia quello, il problema.

You’re Beautiful – James Blunt

Sono a Ventotene.
Il sole sta calando dietro alla villa di Giulia, io sto prendendo l’aperitivo.
Teoricamente, non dovrei pensare a te.
Teoricamente, dovrei essere contento che sia tutto finito.
Teoricamente, dovrei godermi la mia ritrovata libertà.
Poi, qualcuno mette una canzone al juke-box:

I saw your face
In a crowded place
And I don’t know what to do

Ma chi voglio prendere in giro?

Pretty Little Dum Dum – Anastacia

Sono nella tua auto, sto andando a casa mia.
È mattina; ho dormito con te, la sera prima.
Mi piace l’inizio della canzone, lo ascolto di nuovo.

He says that you’re the one one
But that’s eleven in his eyes
Whatever happens from one through ten
Don’t be a victim of his past tense

Big city life – Mattafix

Inverno. Sto venendo a prenderti alla stazione della metropolitana.
Ho la felpa con il cappuccio sotto al giubbetto da vela.
Fa freddo, piove.

Don’t you wanna know me
Be a friend of mine
I’ll share some wisdom with you
Don’t you ever get lonely
From time to time
Don’t let the system get you down

Quel posto orrendo è l’ultimo luogo al mondo dove vorrei andare.

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