Che gender!

Termini subdolamente sessiti sfuggiti alla forbice del censore

In un’ottica di equiparazione dei sessi, credo sia necessario abolire o quanto meno correggere alcuni termini tanto comuni quanto pregni di sessismo, sfuggiti chissà come all’attenzione dei propugnatori dell’ideologia cosiddetta: “gender”.

Scuola materna

Termine assolutamente sessista, suggerisce che lo svezzamento dei bambini piccoli sia un compito prettamente femminile.
Offende i padri e le coppie omosessuali maschili.
Va abolito e sostituito con il più equanime: “Asilo”.

Padrone

Sostantivo abominevole, retaggio dello schiavismo e della servitù della gleba.
Nella sua versione femminile, è riconducibile a pratiche di sottomissione sessuale.
Offende le donne perché ipotizza che l’imprenditoria sia un affare unicamente maschile.
Va abolito e sostituito con il termine: “proprietario” o: “proprietaria”.
Solo le canzoni della tradizione popolare potranno rimanere invariate laddove la metrica non permetta la sostituzione (cfr. Cinquetti: “Sciur padrun da li bèli braghi bianchi”).

Madre Natura

Questa figura di parola ipotizza che la creazione e il sostentamento della vita siano una prerogativa del genere femminile e offende tanto i padri che le coppie omosessuali maschili.
Affinché i nostri bambini non crescano con idee sbagliate, è necessario abolire il sostantivo “Madre”, lasciando solo: “Natura”.

Patria

Sostantivato femminile dell’aggettivo: “patrio”, ovvero: “paterno”,
Suggerisce che la donna (il femminile del sostantivo) sia una derivazione dell’uomo (il maschile dell’aggettivo) e ipotizza che le origini di un individuo siano da ricondurre unicamente a quelle del padre.
Offende le donne per la duplice subordinazione al maschio.
Va abolito; per altro si tratta di un concetto obsoleto, sconosciuto ai più.

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