Etichettato: Favole

Magnolia

Una favola botanica

A Flaminia, la strada giusta da percorrere.

Tanti anni fa, su un’isola in mezzo al mare (ce ne sono, di altro tipo?), prosperava il regno di Magnolia, chiamato così in onore della pianta che, con i suoi frutti e la sua ombra, aveva salvato la vita al fondatore del regno, Fittone I, approdato fortunosamente alle coste dell’isola dopo che la nave su cui viaggiava aveva fatto naufragio. Se vi state chiedendo come sia possibile che un naufrago possa sopravvivere grazie ai frutti di una magnolia, sappiate che la risposta è molto semplice: Fittone I non capiva un’acca di botanica e quello che lui aveva scambiato per una magnolia era in realtà un carrubo. Leggi tutto

Condividi:

La Dama Velata

Una favola per bambini grandi

A B e C

Tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, vivevano tre amici: A, B e C. Erano tutti e tre dei bei ragazzi, avevano raggiunto una solida posizione economica ed erano in quell’età in cui ogni uomo sente il bisogno di mettere ordine nella sua vita.

I tre amici avevano l’abitudine di incontrarsi al bar del paese, dopo il lavoro; bevevano una birra e chiacchieravano del più e del meno. Una sera di Settembre, mentre il sole tramontava con leggero anticipo rispetto al giorno prima, colorando di rosso il cielo e di malinconia gli animi, A disse:
– Sapete cosa stavo pensando, questa mattina?
– Al culo di Maria? – chiese B, ma pagò cara la sua scostumatezza, perché C, che stava bevendo un sorso dal suo boccale, ridendo gli spruzzò la birra sui pantaloni. I due cominciarono a litigare fra loro, ma A li ignorò e, con lo sguardo fisso sulle brume che nascondevano il fondo della valle, disse:
– No, – stavo pensando che ho bisogno di una moglie. Leggi la favola

Condividi:

La morte della formica(e la domanda che le fece la cicala)

Epilogo apocrifo della nota fiaba di Esopo

A mio padre,
il miglior cattivo esempio
che potessi sperare di avere

La formica giaceva in terra, morente.
Sentendo arrivare la fine, aveva cercato di rientrare nel formicaio per chiedere aiuto, ma le forze le erano mancate e si era accasciata a pochi passi dall’entrata.
Le sue compagne le erano passate accanto per tutto il pomeriggio, ma non l’avevano degnata di uno sguardo, prese com’erano dalle loro incombenze di operose operaie; solo poco prima del tramonto le si era avvicinato un drappello di soldati per controllare che non fosse una spia mandata in avanscoperta da qualche formicaio rivale, ma quando l’avevano riconosciuta si erano voltati e se n’erano andati senza dirle nemmeno una parola. Leggi la favola

Condividi:

Bianco Natale

Una favola in puro stile dickensiano. O forse no..

Quando il bambino Carletto si svegliò, pochi minuti dopo la mezzanotte del 24 Dicembre, guardò la sveglia sul comodino e si accorse che – come abbiamo appena detto – era da poco passata la mezzanotte e che quindi, almeno tecnicamente, era Natale. Fuori dalla finestra, la neve, che aveva cominciato a scendere intorno all’ora di cena, aveva già coperto tutto il giardino e attutiva il rumore della Statale 472 “Bergamina” al di là di esso; con un impeto di lirismo, del tutto anomalo per il suo carattere e dovuto probabilmente all’atmosfera natalizia, il bambino Carletto pensò che la neve è silenziosa e che rende silenzioso tutto ciò che tocca.

Leggi la favola

Condividi: