Etichettato: Uomini e donne

Con t'ami nato

Rap da more

Non posso dirti “T’amo!”, è una questione etica
Tu sei mitopoietica riguardo alle passioni
Ti piacciono canzoni di eunuchi psicolabili
Con fessi che si struggono per femmine improbabili
Sopra a un giro di do… di stomaco
Ci vuole l’insulina per reggere all’impatto
Di quelle strofe efebiche, ripugna anche al coatto
Quel lamentar di prefiche e invece tu ti culli
In quello sterco rosa e pensi che la vita tua
Sia un po’ la stessa cosa
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Amore e Arte

Considerazioni apodittiche su due concetti troppo spesso malintesi

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Questo articolo esaminerà le affinità fra l’Amore e l’Arte.
La prima e più evidente affinità fra questi due termini sono le lettere iniziali e finali (“A” ed “E”), ma indulgere su questa similitudine ci porterebbe inevitabilmente a considerare l’aggettivo: anale, deviando non poco dal percorso logico che desidero intraprendere, quindi la tralasceremo.
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Le parole sono come le donne

“Parla come magni”, in versione gourmet

Sono stato redarguito perché, in un messaggio, ho scritto: “lo sciabordìo dell’acqua sulle murate della barca” e: “mitopoiesi cinematografico/televisiva”.
D’accordo: non sono termini che compaiono nel vocabolario dello Scarabeo, ma che male c’è, a usarli? Se una parola non la conosci, la puoi cercare sulla Treccani o su Wikipedia: non è un esame, che devi sapere tutto a memoria, se no ti bocciano.
Io non sapevo che il nome tecnico della pigna fosse: “Strobilo”, l’ho scoperto questa mattina facendo le parole crociate; sono un illetterato?
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Farla fuori dal vaso

Vetero-femminismo e verità

Il sito della rivista Wired ha recentemente pubblicato un articolo della giornalista e video-maker Michela Dell’Amico dal titolo: “L’addomesticamento del maschio e i suoi gadget”. Gliene sono grato, perché mi ha riportato indietro agli anni della mia giovinezza, alla fine degli anni ’70, quando le pagine dei giornali e delle riviste erano prodighe di sciocco sciovinismo femminista.
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Ci penserò domani?

Mito e realtà della nota canzone dei Pooh

La canzone: Ci penserò domani, di Battaglia-Negrini (1978), narra di una donna che, lasciata dal suo compagno, si rifugia per la notte a casa di un suo ex-amante.
Ne conosciamo tutti il testo, nella versione originale o nella recente interpretazione di Mario Biondi e tutti ci siamo immaginati, almeno una volta, nella stessa situazione; ma se ci succedesse davvero, siamo certi che reagiremmo come il personaggio della canzone?
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